Il nostro lavoro
Vite da Web
Patrizia Torretta e Cristina Bonucchi*
Gli psicologi dell’Unità di analisi dei crimini informatici (Uaci) della polizia postale e delle comunicazioni stanno portando avanti, da alcuni mesi, un ambizioso progetto di formazione assistita, diretto a tutto il personale della specialità. Circa 2.000 operatori armati di mouse e computer pattugliano la Rete ogni giorno e di questi, circa 350 sono impegnati stabilmente, in prima linea, nella battaglia contro lo sfruttamento sessuale dei bambini sul Web. È proprio su di loro che si concentra l’attenzione degli psicologi dell’Uaci, chiamati a monitorare e accogliere tutte le istanze di eventuale disagio del personale impiegato in questo settore.
Sino ad oggi la disponibilità ad ascoltare le difficoltà aveva carattere sporadico: era il personale stesso a richiedere un aiuto laddove lo riteneva necessario, erano molte le resistenze e le paure ad aprirsi agli psicologi tanto spesso associati, nell’immaginario del personale, alla selezione e alla disciplina.
L’obiettivo prioritario del progetto si sostanzia quindi nella creazione di uno spazio stabile di ascolto e sostegno psicologico, in merito alle difficoltà emotive che comportano la visione di immagini di abuso sessuale sui bambini e il contatto online con dei pedofili nelle indagini sottocopertura. Si stanno quindi conducendo, in tutta Italia, i colloqui psicologici con l’obiettivo non solo di accogliere le esigenze singole e di gruppo in merito alla fatica della specificità del lavoro, ma anche di proporre ed individuare strategie efficaci per combattere lo stress del lavoro di contrasto.
Al termine della prima fase del progetto, che si dovrebbe concludere entro giugno 2010, sarà redatto un compendio riassuntivo degli esiti dei colloqui, delle esigenze di formazione e approfondimento così come espresse dal personale, nonché tutta la competenza operativa e pratica del personale pi&ug...

