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Orti alla riscossa
Giardinaggio d’assalto, ortolani a domicilio, fattorie verticali: arrivano le nuove tendenze che rivalutano i vegetali ad uso alimentare e non
Sara Cerqua
I media sostengono che da quando Michelle Obama ne ha creato uno alla Casa Bianca, gli orti sono diventati di moda. Certamente la first lady americana col suo gesto ha consolidato una tendenza, ma quello di mettersi a coltivare in proprio pomodori, insalata e cavolfiori è un fenomeno di ritorno già diffuso da un paio d’anni sia all’estero che sul territorio nazionale. Per cause da ricercare nella recessione economica nonché nella spasmodica attrazione al biologico, la verdura fai da te è tornata alla riscossa.
A rimetterla in auge per prima, suggerendo alla cittadinanza di sostituire al prato inglese del giardino domestico un bell’orticello, è stata la ditta californiana My Farm, che tradotto significa “la mia azienda agricola”. Constatata la carenza di tempo e di competenze agrarie dell’abitante della metropoli, l’azienda si è organizzata inviando a domicilio un ortolano capace di far fiorire broccoli e fagiolini in due metri quadrati di terra tra ringhiere e cemento. Il messo dal pollice verde, dopo aver effettuato analisi che escludano la presenza di elementi tossici nel suolo, monda e concima naturalmente il giardino per poi piantare le verdure preferite dai padroni di casa. A questi ultimi non viene richiesto nessuno sforzo se non quello di veder crescere e poi mangiare frutta e verdura giacché gli agricoltori a domicilio gestiranno l’orto-giardino deponendogli ogni settimana una cesta di prodotti direttamente in cucina. Il costo va dai 20 ai 35 dollari a settimana più una spesa iniziale tra i 600 e i 1.000 dollari per analisi del suolo, concimazione, semina e irrigazione. A quanti non dispongono di un giardino proprio da trasformare in orto, l’azienda propone l’acquisto di verdure provenienti dagli orticelli altrui.
Al di qua dell’oceano ad essere coinvolti nella coltivazione di un orto, oltre ai singoli cittadini, sono pi...

