luglio 2010
gennaio 2010


Salute

Lontano dal freddo

Le basse temperature sono il grande nemico di chi soffre di problemi cardiaci. Gli anziani tra le categorie più a rischio

Carla Massi*

La temperatura scende, il cuore soffre. Il golf, il cappotto, gli sbalzi improvvisi e le correnti. Attenzione a tutto nel momento in cui l’apparato cardiovascolare non funziona al meglio. Ma anche quando la pressione è alta. Parola d’ordine: assecondare il proprio corpo, nessuna prova di coraggio. Il freddo rigido e il caldo torrido, d’altronde (nonché l’inquinamento atmosferico) aumentano, infatti, i casi di infarto. O, comunque, fanno salire il numero delle patologie cardiologiche. Nei centri dove ogni giorno, per esempio, vengono ricoverati dieci infarti nei giorni di afa e in quelli di pieno inverno almeno 2-4 persone vanno ad aggiungersi alla lista.
Ai vari studi se ne aggiunge uno inglese pubblicato recentemente sulla rivista scientifica “Heart”: è una super analisi, firmata da Krishnan Bhaskaran della School of hygiene and tropical medicine di Londra, dei dati che quantificano i casi di infarto e li confrontano con il calendario. È emerso che le temperature rigide e quelle torride aumentano il numero di “accidenti” registrati ogni giorno. Così pure l’inquinamento atmosferico.
A rischiare di più sono gli anziani e coloro che hanno problemi di cuore. Il freddo, infatti, nuoce sia in modo diretto che in modo indiretto. Le basse temperature, spiegano alla Società italiana di cardiologia, provocano un aumento di frequenza cardiaca, di pressione e un restringimento delle arterie che in una persona ipertesa (ancora più attenzione se è over 65) possono indurre un infarto o un ictus. Ma, indirettamente, anche i mali di stagione possono aggravare le situazioni patologiche o crearne di nuove. Proprio al cuore. Da evitare, le infezioni polmonari. Gli ipertesi, suggeriscono alla Società italiana di cardiologia, dovrebbero chiedere al proprio medico se, nei mesi freddi, è necessario un riequilibrio della terapia. È possi...