Parliamo di Noi
Una scelta di cuore
a cura di Anacleto Flori

Campagna (Salerno). Nella chiesa della Beata Vergine del Carmelo, il silenzio è totale, assoluto. Gli spettatori assistono quasi in apnea agli ultimi istanti della rappresentazione. Sul palcoscenico sta andando in scena “Ebbe come criterio il cuore”, opera teatrale sulla vita di Giovanni Palatucci scritta da padre Franco Stano. Il pubblico (tra cui il questore Vincenzo Roca e i rappresentanti della locale sezione Anps) si emoziona, si commuove e si immedesima nelle vicende umane, nelle scelte coraggiose e nell’arduo cammino ideale e spirituale dell’ultimo questore facente funzione di Fiume. Una scelta di vita e di morte, raccontata attraverso 9 dialoghi. Dialoghi in cui, grazie alla poeticità del testo e al pathos delle musiche, si delineano con vivida forza la tenerezza dei colloqui con l’amata nonna (in cui emerge, per la prima volta, la sete di religiosità), l’asprezza dei rapporti con il rigido padre che aveva per lui ben altri progetti e il contrasto tra la ragione di Stato (incarnata dal prefetto di Fiume che lo invita ad essere rigido e severo nell’espletamento del servizio) e la propria coscienza (rappresentata sotto forma di Giovanni fanciullo). E nel crescendo delle emozioni il sipario scivola sull’ultimo drammatico quadro, sull’abbraccio doloroso e fraterno tra Palatucci morente e i suoi sventurati compagni di lager (nella foto), a cui lascia l’estremo messaggio d’amore: “Non vi rammaricate se non camminerò più con voi, vorrà dire che camminerò dentro di voi”.
«Con questa opera ho cercato – ha sottolineato padre Franco Stano – di creare soprattutto una “simpatia” profonda tra gli spettatori e le tematiche dell’esperienza umana di Palatucci. Il teatro è uno strumento importante di spettacolo, di comunicazione, di conoscenza, ma in questo caso era fondamentale riuscire ad andare o...

